Iside Pharia, Nostra Signora di Parigi


        
 

La teoria più accreditata per gli storici è che il nome della città di Parigi deriverebbe da quello del popolo che abitava alcune regioni della Gallia, i Parisii, e gli invasori romani chiamarono questo luogo a sua volta Lutetia Parisiorum, cioè “la palude occupata dai Parisii”.

Vi è tuttavia un’altra ipotesi di grande fascino e di enorme suggestione azzardata da alcuni studiosi:

partendo dall’etimologia del nome “Paris” pare che esso possa derivare dal termine “par” (parà, preposizione greca che vuol dire “presso”) in aggiunta a “Iside”, il nome grecizzato della dea egiziana.

Pertanto la parola “Paris”, avallando questa ipotesi, suonerebbe come “Città vicina ad Iside”, o “cara ad Iside”, appunto ‘’PAR ISIS’’ divenuta oggi PARIS / PARIGI. 

 

Non a caso uno dei più famosi monumenti di Parigi e del mondo, la cattedrale di Notre Dame, dedicata alla Vergine Maria, contribuisce al racconto di questa versione della storia riguardo l’origine del nome della citta’ in quanto il termine “bar”, che in lingua egizia significa “vascello” + il nome “Iside” darebbe come risultato “vascello” o “culla” di Iside, riferendosi all’isola a forma di nave dove è ubicata la cattedrale, nell’Ile de la Citè. 
 
Bar-Isis inoltre è anche la traduzione in druidico dotto della parola volgare ‘’Lutezia’’, ripresa poi successivamente dai romani, come visto prima, che aveva esattamente lo stesso significato. 
La radice 'Lo' o 'Lu' designa in celtico le acque, i fiumi, e 'Tec', in celtico, come anche in latino e in greco, significa riparo, nascondiglio, arca, vascello (nel senso di ciò che contiene).
 
Inoltre, nello stemma araldico della città di Parigi compare, oltre al “Fleur-de-lys”, la figura di un vascello a forma di falce di Luna, noto simbolo di Iside. 
Si narra proprio che nell’Ile de la Citè, intorno al 360 d.C., data in cui gli storici ci dicono che la città venne definitivamente chiamata “Paris”, l’imperatore e filosofo Flavio Claudio Giuliano, chiamato ingiustamente l’apostata dai cristiani, quando era governatore di Lutetia, essendo molto devoto ad Iside Pharia, avesse fatto edificare un grande tempio in onore della Dea Madre, dispensatrice di vita. 
Si pensa dunque che Notre-Dame sia stata costruita proprio sui resti di questo antico tempio. 
 
 
Ad oggi la cattedrale è innegabilmente un crogiuolo di simboli alchemici e, come tale, la Dea Iside, custode del loco da centinaia di anni, rappresenta a tutti gli effetti il suo stesso Tempio terreno. Esso, oltre che casa del divino e asilo del devoto, diviene un Portale, un Calice di trasformazione, la base per permettere all’uomo stesso di raggiungere la vera elevazione spirituale. La fine dottrina alchemica che la permea opera sulla Materia-Mater elementare e la Vergine Maria - Madre Iside diventa personificazione della sostanza primitiva attraverso la quale il Principio Creatore ha operato il suo Disegno. Certo il suo aspetto è mutato nei secoli ma la sua essenza resta invariata.
 
Aset 
 
 
 
 
Fonti:
Matriarcato e divinità del mare - Pastalozza U.

 

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